Mi sveglio riposato e pieno di energia. Questa sarà l’ultima tappa e fin dalla sera precedente si attorciglia nelle mie budella un misto di entusiasmo e pre-nostalgia per la fine del viaggio. Sospetto che sia così un po’ per tutti, anche se nessuno lo ammette apertamente. Colazione con le ultime briciole di biscotti rimaste, lavaggio denti, riempimento bottiglie e siamo già in partenza. Anche questa volta ci incamminiamo mentre i nostri amici, accampati poco distanti da noi, stanno ancora finendo di prepararsi.


Dopo altri seicento metri di salita incrociamo un cartello
che ci lascia perplessi: indica il sentiero Bologna-Firenze, ma la direzione della freccia
è in senso contrario. Non le diamo troppo peso: la freccia a
pennarello potrebbe essere stata aggiunta da qualcuno per divertimento, oppure potrebbe
servire per i viaggiatori partiti da Firenze.
Ma dopo forse un paio di chilometri, i dubbi cominciano
ad assalirci. Il sentiero non sembra procedere nel modo giusto, non ci
sono più segni del Cai le ultime speranze di poter chiedere a qualcuno si
artigliano a un gruppetto di case in cima a un monticello lontano.
Cominciamo a chiederci se sia il caso di tornare indietro,
perlomeno sino alla casa dei pappagalli, dove a Fillo sembra di aver scorto una
deviazione del sentiero. Scegliamo di tentare prima con le case aggrappate al monticello. Il ginocchio di Fillo è ormai fuori uso, Izzo e Piccio sono
pieni di vesciche. Andrò io, lasciando lo zaino ai miei compagni. Se scoprirò
che la strada è corretta, chiamerò loro al telefono e mi porteranno lo zaino. In
caso contrario scenderò nuovamente.
Senza zaino sembra di volare, nonostante la salita e il
suolo sassoso. Cerco di fare più in fretta che posso. Arrivo a una
biforcazione. A destra le case, a sinistra un sentiero Cai segnato, ma la
destinazione indicata non ha nessun riscontro sul nostro libro. Prima le case, mi
dico.
Suono, chiamo, busso, grido. Nessuno. Entro nei diversi cortili, sbircio dalle finestre. Nessuno di nessuno. Sconsolato scendo dai ragazzi. “Nessuno a cui chiedere, ma a sinistra c’è un sentiero e la direzione potrebbe non essere sbagliata, a
occhio”. Dobbiamo decidere in fretta, il tempo passa: tornare sino alla
casa dei pappagalli o tentare il sentiero sconociuto?
Scusate, voi cosa avreste fatto al nostro posto?